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FIAT
Argenta

Alla fine degli anni '70, l'invecchiamento della "132" (lanciata nel 1972) pone il problema alla Fiat di studiarne un'erede, per questo motivo, nel 1981, nasce la Fiat Argenta. Le risorse finanziarie, tuttavia, sono, in quel momento, concentrate nella progettazione di una nuova vettura del segmento B (la "127", presentata nel '71, privata delle misure protezionistiche doganali che ne avevano, all'inizio, favorito l'affermazione, fatica a rintuzzare gli attacchi della concorrenza estera) e non c'è la possibilità di studiare una vettura di segmento medio-superiore completamente nuova. Si opta così per un profondo restyling della "132", di cui viene conservata la struttura base (l'abitacolo ed il giroporte). Vengono invece ridisegnati frontale e coda (entrambi piuttosto alti e squadrati). Completano il "maquillage" i gruppi ottici rettangolari (quelli posteriori molto ampi), i massicci paraurti e fascioni laterali in plastica, gli spessi profili lucidi e le abbondanti cornici cromate. Anche gli interni vengono completamente rifatti, con un rivestimento dei sedili di un certo tono. Integralmente ripresa dalla "132", invece, l'ormai antiquata meccanica (trazione posteriore abbinata al motore situato in posizione anteriore, retrotreno ad assale rigido). All'esordio la nuova berlina, denominata "Argenta" (in omaggio, si disse, ad Argenta Agnelli, giovane figlia di Maria Sole Agnelli) , disponibile nelle versioni "1600" (1585cc, 98cv); "2000 i.e." (1995cc, 122cv) e "2500 Diesel" (2499cc, 72cv riconoscibile dagli altri modelli della gamma per il rigonfiamento sul cofano motore anteriore). Nonostante la ricca dotazione di serie (servosterzo e check panel di serie sulla "2000 i.e."), la berlina Fiat risulta superata in partenza, dotata di una modesta tenuta di strada sul bagnato, di prestazioni poco brillanti e di una scarsa abitabilità in larghezza. Nel 1983 il modello è sottoposto ad un restyling: il materiale plastico dei paraurti e delle fasce paracolpi laterali diventa semilucido (e privo di cornici cromate), mentre la mascherina anteriore, che incorpora il nuovo logo a 5 barre oblique, ha una differente reticolatura. Frontale, paraurti e fasce si fanno infine più squadrati. Queste modifiche hanno il merito di staccare un pò l'estetica da quella dellla 132 e di rendere la vettura più 'importante', senza naturalmente riuscire a nascondere l'età del progetto. Si registra anche il lancio dell'inedita (per la Fiat) versione turbodiesel.

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