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FIAT
Panda
Nel febbraio 1980 FIAT presenta una nuova autovettura utilitaria denominata Fiat Panda, utilizzando il progetto del 1968 che un giovane Giorgetto Giugiaro aveva approntato per l'Autobianchi A112 e che venne scartato all'ultimo momento in quanto la linea pareva troppo spartana per piacere all'utenza femminile. La denominazione interna del progetto è da alcune fonti indicata come "tipo zero" e la sigla del tipo di vettura è 141. Equipaggiata con un bicilindrico raffreddato a aria da 652cc derivato dalla Fiat 126 ("Panda 30") o, in alternativa, con un quattro cilindri raffreddato ad acqua da 903cc, già propulsore della Fiat 127 ("Panda 45"), era destinata ad inserirsi fra la 126 e la 127. A quei tempi, un'automobile per i giovani doveva essere robusta, spartana, adatta alle più varie situazioni e condizioni d'uso, oltre che economica nell'acquisto e nella gestione. Nel 1982 si aggiunge la 34 (843 cc e 34CV col motore derivato dalla Fiat 850), prodotta in Spagna dalla SEAT e destinata però alla sola esportazione nei paesi dove la Versione "30" era al di fuori delle normative antinquinamento. Tutte caratteristiche che la Panda possedeva al pari delle concorrenti (anche se al lancio era comunque troppo cara), ma la sua arma vincente fu la particolare cura dedicata alla progettazione degli interni. La raccolta strumentazione, i molti vani portaoggetti, l'assenza di finiture pretenziose e il tetto apribile in tela ne facevano una ottima auto per i giovani. Il punto di forza della Panda, però, era costituita dai sedili anteriori e posteriori che, mediante una serie di ingegnosi incastri, potevano essere abbattuti orizzontalmente, formando un'unica superficie complanare dal volante al portellone del bagagliaio. Per la nuova generazione dell'epoca significava la possibilità di trasformare l'automobile in un letto di fortuna, per tutta la casistica d'utilizzo. La Panda venne comunque gradita anche dalla clientela "tradizionale", con particolare riguardo all'utenza contadina. Fu un successo immediato che le linee di produzione non seppero fronteggiare e che porterà a tempi di consegna quasi "annuali". La Steyr-Puch, compagnia austriaca, sviluppò un sistema a quattro ruote motrici per la successiva uscita della Panda 4x4 (tipo 153). Lanciata a giugno del 1983, era equipaggiata con un 965cc da 48 cv derivato da quello presente nella Autobianchi A112. Conosciuta semplicemente come la Panda 4x4, questo modello era il primo di piccola vettura a motore trasversale a presentare un sistema 4WD. Il sistema era selezionabile manualmente, con una prima ridotta. In condizioni normali la partenza avveniva dalla seconda e la quinta aveva lo stesso rapporto della quarta nelle Panda normali. La Steyr-Puch produceva l’intero sistema di trazione integrale (frizione, scatola del cambio, l’albero motore a tre parti, l’assale posteriore con differenziale incluso e i freni), il tutto veniva assemblato con una carrozzeria rinforzata all’impianto siciliano di Termini Imerese. Con un peso di 740 kg l’auto completava il chilometro da fermo in 38.8 sec, e aveva una velocità massima di 135 km/h.Apprezzata e di grande successo, la milionesima Panda venne prodotta nel Luglio del 1984, e alla fine del 1985 ne erano state costruite 1.400.000 (di tutte le versioni).
Ma ecco nel Gennaio 1986 arrivare la Nuova Panda (Nuova di fatto e non "Nuova" come il nome della Versione Speciale). Il motore 650cc venne sostituito con un 769cc (34 cv), e il 903cc con un 999cc (45 cv oppure i 50 cv della 4x4). Entrambi i nuovi propulsori erano della nuova famiglia FIRE con 4 cilindri e a raffreddamento idraulico con un albero a camme singolo. Un’altra modifica riguardava le sospensioni posteriori che furono rimpiazzate passando da un sistema a lamelle a uno con un asse rigido, già usato su Y10, (conosciuto come Asse a Omega) con un montante centrale e sospensioni a molle elicoidali (la 4x4 continuò a utilizzare le balestre al posteriore). Miglioramenti anche a interni e strutture, che vennero rafforzate. L’intera gamma prevedeva cinque versioni di cui tre 750 (L, CL, S) una 1000 Super e la 4x4. Fu anche allargata la carreggiata posteriore, con una modifica alla fiancata.  Fu anche allargata la carreggiata posteriore, con una modifica alla fiancata. Nel 1988 venne superata la soglia dei 2.000.000 di esemplari prodotti e due anni dopo, nel 1990, la gamma venne arricchita dalla Panda Elettra versione con motore elettrico, ecologica ma con il difetto che le batterie portavano ad un aumento significativo di peso della vettura (fino a 1.150 kg). Dal 2000 rimase in produzione con il solo motore FIRE 1100 per adeguarsi alle normative antinquinamento "Euro 3" (si riconoscono per la presenza dello sportellino per il bocchettone della benzina). La Panda venne prodotta fino al 2003 con la presentazione e sostituzione nel listino del 2003 della Fiat Nuova Panda.
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