Modelli FIAT Anni '90


(1991)

FIAT CINQUECENTO
Presentata nel 1991 quale erede della Fiat 126 e con l'intenzione di richiamare, nell'assonanza del nome la sua più illustre progenitrice, la Fiat 500. La Cinquecento era piccola di dimensioni esterne ma molto capiente e confortevole all'interno. Era agile e sufficientemente scattante; per queste sue caratteristiche ha anche dato vita ad un modello sportivo con cui è stato organizzato un campionato "monomarca", denominato Trofeo Cinquecento. La costruzione di questo modello, esclusivamente fornito nella conformazione a 3 porte, era quasi integralmente delegata allo stabilimento del gruppo situato in Polonia, a Tichy. Tra le caratteristiche del modello vi erano le sospensioni a ruote indipendenti, i freni a disco anteriori ed una gamma di optional tra cui la chiusura centralizzata, gli specchietti con regolazione elettrica e l'aria condizionata. Sotto il punto di vista della sicurezza l'auto era equipaggiata di barre antintrusione e nelle ultime versioni di airbag, mentre, per evitare il fenomeno della corrosione, la carrozzeria esterna era galvanizzata. Grazie al coefficiente di penetrazione aerodinamica molto buono per questo tipo di auto, di 0,33 cx ed al peso abbastanza ridotto intorno ai 700 kg, poteva vantare anche dei ridotti consumi di carburante. Durante i 7 anni di vita i restyling esterni furono molto limitati, e poche modifiche vennero apportate alla gamma dei motori, adattati alle norme anti-inquinamento. Tra le versioni particolari prodotte si annoverano la Sporting del 1994, con una impostazione sia estetica che meccanica più sportiveggiante, la Suite, caratterizzata da un allestimento più ricco ed elegante, ed un modello alternativo, la Electra, prodotta in piccola serie e attrezzata con motore elettrico, che riduceva però l'abitabilità a soli due posti a causa del notevole ingombro delle batterie. La versione Sporting, maneggevole e scattante, rimase famosa per le sue prestazioni grintose, favorite da una buona potenza su di un corpo vettura leggero e da una favorevole rapportatura del cambio. Altre caratteristiche tipiche di questa versione erano i cerchi in lega, gli stessi della Fiat Uno Turbo i.e. e le sospensioni, irrigidite e ribassate rispetto alle versioni 700 e 900. Esteticamente si distingueva dalle versioni normali per una gamma colori più vivace e vistosa, e per alcuni particolari interni, come il volante e il pomello del cambio rivestiti in pelle nera, i sedili sportiveggianti e le cinture di sicurezza rosse. Caratteristica peculiare era anche la rumorosità del motore, che nelle forti accelerate diveniva "rabbiosa" e contribuiva ad esaltare il divertimento di guida. La Sporting si prestava inoltre molto bene ad elaborazioni di meccanica e carrozzeria (tuning). Questo mix di fattori, uniti ad un prezzo non molto alto, contribuì a decretarne il successo tra i più giovani amanti della guida sportiva.

FIAT PUNTO
La prima presentazione della Punto risale al Salone dell'automobile di Francoforte del 1993 quale erede della Fiat Uno ed era disegnata da Giorgetto Giugiaro.Confrontando le misure con quelle della sua progenitrice si rileva che la lunghezza era stata aumentata di 7 cm giungendo ai 376 della Punto, l'altezza a 145 (4 cm in più) e la larghezza a 162 (quasi 7 in più della Uno). L'accoglienza della critica e del pubblico furono in ogni caso molto positive, infatti la Punto riuscì ad aggiudicarsi nell'anno 1995 l'ambito titolo di Auto dell'anno. Per quanto riguarda l'impostazione generale seguì la tradizione delle auto di quel periodo, con motore e trazione anteriori e carrozzeria a 2 volumi con portellone posteriore per accedere più comodamente al vano bagagli. Sin dall'uscita sul mercato il modello è stato reso disponibile in 14 colori e 31 versioni tra cui una sportiva, la GT. La scelta possibile era tra tre o cinque porte, tre livelli di allestimento con motore benzina dai 1100 ai 1600 cc di cilindrata e con cambio manuale a 5 marce o cambio a variazione continua controllato elettronicamente. La versione con motore diesel era offerta con la cilindrata di 1700 cc erogante 70cv, mentre la versione GT era la più sportiva della gamma con un motore da 1400 cc fornito di turbocompressore, erogante 133 cv ed in grado di spingere l'autovettura oltre i 200 km/h e accelerare da 0 a 100km/h in meno di 8 secondi.
La motorizzazione 1100 benzina si poteva avere anche accoppiata ad un cambio meccanico a 6 rapporti nella versione 55 6Speed (in seguito anche Team). Tale versione era caratterizzata da un rapporto finale della trasmissione più corto rispetto al 5 marce, il che conferiva ulteriori doti di accelerazione e ripresa. Gli allestimenti andavano dal più spartano S, al più completo SX che aggiunge servosterzo, vetri elettrici, contagiri, termometro acqua. Infine c'è l'ELX, riconoscibile esternamente per i paraurti in tinta, spia mancata chiusura delle porte e rivestimenti interni migliori. Fra gli optional predisposizione autoradio, ABS e aria condizionata. Da menzionare la presenza di allestimenti speciali come ED ed HSD, quest'ultimo avente di serie airbag guidatore e ABS. Dal pianale della Punto venne in seguito sviluppata la spider Fiat Barchetta.
La Punto, nel 1997 ha beneficiato di un restyling sia per quanto riguarda gli esterni con nuove tinte, nuovi copricerchi, sia per quanto riguarda gli interni, con quadro strumenti dal diverso disegno e tappezzerie rinnovate. La meccanica è stata aggiornata e ha visto l'esordio della versione a 16v del noto 1242cc Fire, tuttora fra i migliori motori di questa cilindrata, per potenza e rendimento. La versione 85 16v sostituì la 90, anche nella versione Sporting con rapporto finale più corto per guadagnare in accelerazione. Il nuovo 1242 consentiva un netto risparmio di carburante e un risparmio anche sul premio dell'assicurazione. Le prove di riviste dell'epoca parlavano di uno 0-100km/h in 11.7" per la 85 16v, e 10.9" per la Sporting col km da fermo coperto in poco più di 32 secondi.
La versione GT passò da 133 a 130cv per via delle norme anti-inquinamento Euro2, mentre venne eliminata dal listino la versione D aspirata, che aveva raccolto poco successo commerciale. La versione TD viene declinata adesso in due livelli di potenza.
(1993)

A parte la presentazione, nel 1994 della versione Cabrio, che andava a sostituire la ormai obsoleta Ritmo Cabrio e le continue novità riguardanti i motori che via via si sono succedute, almeno esteticamente, la Punto rimase invariata per alcuni anni. Nel 1999 venne finalmente presentata alla stampa la seconda serie, con una linea più spigolosa e moderna. Volendo dare un giudizio sintetico a questa vettura si rivela perfetta la frase del compianto senatore Gianni Agnelli che disse di lei alla sua presentazione: "La Punto non è nata in tre anni ma è la sintesi di un secolo di lavoro".
Alla presentazione la Punto 2 poteva contare su una meccanica di tutto rispetto. Il 1108 benzina montato sulla precedente Punto 55 non venne più prodotto (rimarrà in listino sulla Seicento e sulla Panda), mentre a Torino si lavorava molto sul noto 1242. Adesso rispettava le norme anti-inquinamento Euro3 e constava di due diverse versioni a 8v e 16v, rispettivamente di 60 e 80cv. La versione sportiva della Punto (HGT) vide l'addio del 1.4 Turbo in favore del ben noto 1747cc VVT già in uso su altri modelli del gruppo (Barchetta) da 130cv. Il cambio era manuale a 6 marce, in alternativa la trasmissione Speedgear CVT, che emulava anche un funzionamento sequenziale a 6 marce. Novità enormi anche sul fronte diesel. La Punto '99 fu la prima utilitaria al mondo a beneficiare di un motore common rail, il ben noto 1.9 JTD, allora in una semplice versione 8v da 80cv. Da ricordare anche la presenza di una versione 1.9 D aspirata da 60cv. Le versioni Sporting usavano un cambio a 6 marce. La Sporting JTD aveva 86cv ed univa il piacere di guida di una notevole coppia a bassi consumi. Gli allestimenti erano i seguenti: S,SX,EL,ELX,HLX. Inizialmente si era deciso di mandare in pensione la Punto di seconda serie, ma successivamente i vertici Fiat hanno stabilito di mantenerla in listino come "sorella minore" del nuovo modello: una decisione quanto mai indovinata che ricorda da vicino quanto fatto dalla Citroën con la Citroën Xsara Picasso, che resiste a modelli più aggiornati. Il pensionamento della Fiat Punto avverrà dunque probabilmente non prima del 2009, anno in cui dovrebbe uscire la nuova compatta di segmento B che affiancherà la Grande Punto.
Proprio per farla durare un altro paio d'anni alla Punto di seconda generazione è stato effettuato un ulteriore leggero restyling nella primavera del 2007, con la mascherina anteriore ora maggiormente cromata.La Punto è prodotta sia in Italia nello stabilimento di Mirafiori che all'estero grazie ad accordi con altre aziende, ad esempio nel dicembre 2005 è stata presentata la versione della Punto marchiata Zastava chiamata Zastava 10.
FIAT COUPE'
La produzione della Fiat Coupé si è protratta dal 1994 al 2000. Il codice di progetto fu il 175. Disegnata internamente dal designer Pininfarina che ne curava anche l'assemblaggio, il disegno della carrozzeria si deve a Chris Bangle sulla base del telaio della Fiat Tipo, un telaio che il gruppo Fiat utilizzò su numerosi modelli e che per l'occasione venne opportunamente rinforzato. Veniva offerta in diverse motorizzazioni, da 1800 cc a 2000 cc, anche in versione turbo. I motori erano situati in posizione trasversale, la trazione era sulle ruote anteriori e il cambio era disponibile inizialmente a 5 marce. Al debutto il motore offerto era da 1995 cc in versione aspirata da 142 cavalli vapore e in versione turbo da 195 cv, propulsori in comune con la produzione Lancia, specificatamente quelli montati sulla pluridecorata Lancia Delta. La motorizzazione turbo da 195 cv permetteva alla coupé, come provato da numerose testate automobilistiche dell'epoca di accelerare nel classico 0/100 km/h in meno di 7 secondi e di sfiorare la velocità di 230 km/h, dimostrando prestazioni migliori di quelle già ottime dichiarate ufficialmente da Fiat. Le versioni sovralimentate anche successive montavano inoltre di serie un differenziale autobloccante meccanico a giunto viscoso (Ferguson) chiamato "Viscodrive" per permettere un'eccellente guidabilità nonostante la grande potenza dei motori turbo. Nel 1996 venne messo in comune il motore già presente sulla Fiat Barchetta da 1.747 cc e 130 cv, mentre nel 1997 i motori di maggiore cilindrata vennero sostituiti da una nuova generazione a 5 cilindri da 147 cv e 220 cv per le versioni aspirate e turbo rispettivamente. La versione più potente fu, al periodo, la vettura a trazione anteriore prodotta in Europa più prestazionale e l'auto più veloce mai prodotta dalla FIAT essendo in grado di superare i 250 km/h e nelle versioni prodotte dal 1999 in poi, coprire il 0/100 km/h in appena 6.3 secondi. Nel 1998 venne prodotta una versione speciale del modello la 20v Turbo Limited Edition che, oltre al nuovo cambio a 6 marce, presentava un impianto frenante della Brembo potenziato e modifiche estetiche per renderne l'aspetto più corsaiolo. Gli esemplari erano tutti numerati e certificati; la previsione di produzione era di solo 300 pezzi ma in sede consuntiva si presume che ne siano stati distribuiti all'incirca 1500. Nel 1999 tutte le versioni subirono aggiornamenti minori di allestimento, e nella motorizzazione 20V turbo fu introdotto il cambio a 6 marce e l'avviamento a pulsante. Nel 2000 ne fu prodotta una versione finale denominata 20V Turbo Plus, con allestimento sportivo, kit esterno di carrozzeria di serie e sedili sportivi Recaro in pelle all'interno.
(1994)

FIAT ULYSSE
L'Ulysse è un'autovettura monovolume prodotta dalla Fiat il cui primo modello fu introdotto nel 1994. Si tratta del risultato di una joint-venture tra il Gruppo Fiat e quello Gruppo PSA da cui è nata la Sevel, azienda con un impianto produttivo nel nord della Francia a Valenciennes in cui vengono prodotti le monovolume con i marchi Fiat, Citroën, Lancia e Peugeot. La Sevel ha anche un impianto produttivo in Italia in cui vengono invece prodotti i mezzi commerciali sempre marchiati per entrambi i gruppi (esempio il Fiat Ducato). Oltre che con le altre monovolume citate l'Ulysse condivise la parte meccanica anche con la gamma di veicoli commerciali leggeri, prodotte anch'esse nello stabilimento transalpino, di cui il modello di casa Fiat era il Fiat Scudo. La prima serie, rimasta invariata in produzione sino al 1998, presentava, come elemento distintivo rispetto alla Renault Espace, principale concorrente sul mercato, le porte laterali scorrevoli anziché apribili a compasso. Il primo restyling parziale del modello, come per tutti gli altri gemelli diversamente marchiati, interessò solo parzialmente la parte estetica leggermente arrotondata mentre una modifica più sostanziosa riguardò l'interno dove, con lo spostamento del comando del freno a mano, si guadagnò dello spazio utile tra i sedili anteriori. La seconda serie di questi monovolume, per i quali solo la Fiat mantenne la stessa denominazione iniziale, vide la luce nel febbraio 2002 ed è tuttora in produzione. Una delle modifiche più importanti riguardò l'allungamento del modello di ben 27 cm rispetto alla prima versione.
L'Ulysse vanta una buona versatilità grazie a sette posti e le due file di sedili posteriori asportabili per aumentare la capacità di carico del bagagliaio. La gamma di motori attuale prevede un 2.0 turbodiesel, un 2.0 diesel con tecnologia Motore Multijet, un 2.2 turbodiesel JTD ed un 2.0 a benzina.
(1994)

FIAT BARCHETTA
La Fiat Barchetta nasce nel 1994 per opera di un designer greco, Andreas Zapatinas che ha fatto i suoi primi schizzi nel 1990 ed è rimasto a capo del progetto fino al 1994; dopo questo incarico, Zapatinas è stato nominato direttore del centro stile Alfa Romeo. Il codice di progetto è 183. I progetti per la Barchetta erano due ed in competizione tra loro. Erano indicati con i nomi di due pizze: la Marinara dalla quale è uscita la forma definitiva della Fiat Barchetta, e la Diavola, una rivisitazione del disegno di Chris Bangle per la Fiat Coupé.
La vettura venne progettata a partire dal telaio della Fiat Punto ed equipaggiato di un motore da 1747cc 16V erogante la potenza di 130 cv in comune all'altro modello sportivo di casa Fiat, la Coupé. Tale propulsore le permette di spingersi a oltre 200 km/h con uno scatto di 0-100 in poco meno di 9 secondi netti. Dal 1994 al 2002 la Fiat Barchetta ha portato sugli sportelli il simbolo e la scritta Maggiora che è il carrozziere di Chivasso (To) che la assemblava, mentre il telaio veniva costruito (stampato e saldato) presso la ILCAS di Sparone (To). Dopo il fallimento del carrozziere torinese nel 2002 la produzione venne sospesa fino al 2004 e ripresa dallo stabilimento di Mirafiori fino a giugno del 2005.
Nonostante la grande richiesta e l'ottimo mercato inglese, la Barchetta è disponibile solo con guida a sinistra, poiché la Fiat ritiene e ritenne troppo costoso e anti-estetico il portare l'intera struttura di guida a destra.
(1995)

FIAT BRAVO / BRAVA
La Fiat Bravo e la Fiat Brava sono due automobili compatte prodotte dalla Fiat dal 1995 al 2001 come eredi della Fiat Tipo. Sono in realtà due versioni della stessa auto: la Bravo è una sportiva 3 porte, concepita soprattutto per un pubblico giovanile, e la Brava una berlina 5 porte, più adatta alle famiglie. La Bravo/Brava venne eletta Auto dell'anno nel 1996. La Bravo e la Brava furono per la Fiat dei modelli molto validi e riusciti, anche se non sufficientemente supportati a livello commerciale. Uscirono con una nuova gamma di motori, un propulsore di 1370 cc e 12 valvole producente 80 cv e altri tre motori a benzina: il 1581 cc 16 valvole da 103 cv; il 1747 cc 16 valvole da 113 cv e il top della gamma il 1998 cc 20 valvole R5, montato solo sulla Bravo nel modello HGT, che produceva ben 147 cv ed era in grado di portare l'automobile ad una velocità massima di 218 km/h. Inizialmente era disponibile solo un motore diesel: l'aspirato 1.9 8 valvole da 65 cv, cui fecero seguito due propulsori turbo diesel: entrambi da 1910 cc, uno da 75 cv e l'altro da 100 cv. Nel 1996 il telaio della Bravo/Brava dette il via al progetto Fiat Marea che venne apprezzata, soprattutto nella versione Station Wagon, per il grande spazio messo a disposizione del bagagliaio. Un'altra automobile basata sugli schemi della Bravo/Brava è stata lanciata nel 1998, la Fiat Multipla, una 6 posti mini-monovolume. La Bravo/Brava ha ricevuto un restyling delicato nel 1998 e una serie di interventi di affinamento "sottopelle", sono stati completamente ridisegnati 1700 particolari e ne sono stati modificati altri 700; da registrare l'aggiunta di un motore 1,2 16 valvole da 80 cv già montato sulla più piccola Fiat Punto in sostituzione del 1.4 12 valvole e un restyling del cruscotto. I 1,9 turbo-diesel inoltre sono stati aggiornati col nuovo JTD common rail da 105 cv per dare ancor più economia e prestazioni. Per qualche periodo fu presente nella gamma anche una versione della Brava con motore 1.6 e cambio automatico. Ancora oggi, Bravo e Brava si distinguono per una linea morbida e sportiva, innovativa per quel periodo, con bombature uniche nel loro genere che le rendono competitive con il design delle nuove auto.
(1995)

FIAT MAREA
La Fiat Marea, autovettura prodotta dalla Fiat e derivata dalla piattaforma Fiat Bravo e Brava, fu commercializzata subito dopo l'uscita sul mercato di queste ultime. La Marea fu commercializzata in due versioni, berlina a tre volumi e week-end, quest'ultima più apprezzata dal pubblico per la linea moderna e la versatilità del baule. Entrambe le varianti di carrozzeria vengono utilizzate tuttora dalla Polizia di Stato, la versione berlina dalla squadra volanti mentre la week-end dalle pattuglie di Polizia Stradale; le versioni usate dalla Polizia sono dotate del motore 2.0 20v 155cv. La Marea uscì di produzione sul mercato europeo nel 2001 e non venne rimpiazzata da alcun modello simile ad eccezione della week-end che fu sostituita dalla Fiat Stilo Multiwagon. In realtà sue eredi alla lontana si potrebbero considerare la Fiat Idea per la versione berlina, in quanto in questi ultimi anni la maggior parte delle case automobilistiche sta assumendo la tendenza di sostituire le berline da famiglia con ampie e comode monovolume, e la nuova Croma per la SW. Resta invece in produzione sul mercato brasiliano e turco, dove è presente una versione a bioetanolo con un motore Flex, dopo un primo restyling parziale del 2001, ne ha ricevuto un secondo nel 2004.
(1996)

FIAT PALIO
La Fiat Palio è stata presentata come erede della Fiat Duna e, insieme alla berlina tre volumi Siena o Albea, è la "world car" della Fiat, commercializzata nei paesi in via di sviluppo come l'America Latina, Asia e Africa. La produzione di questo modello è iniziata dal 1996 e tuttora viene fabbricata in molti paesi, come Brasile, India, Cina, Turchia, Sud Africa e Russia. Viene commercializzata in molte versione tra cui una station wagon (la Weekend) e in versione berlina sia a 3 che a 5 porte. Grande successo ha avuto in Brasile dove viene commercializzata anche con il motore 1.8 Flex, che permette un utilizzo distinto o combinato di benzina e alcool. Nel 1998 è stata presentata la versione pick-up chiamata Fiat Strada venduta anche in Italia (con le versioni cabina corta, lunga e cabina lunga Adventure) che ha subito il restyling del 2006 cambiando frontale e portata. Durante il suo ciclo di vita ha avuto tre restyling nel 2001, nel 2004 e l'ultimo nel 2007; il modello, soprannominato D200, che lo dovrà sostituire è atteso per il 2008 e sfrutterà il pianale della Grande Punto. Il lancio avvenne nel 1996 in Brasile come progetto 178 in quattro versioni tra cui un pick-up. Il telaio fu studiato sulla base di quello della Fiat Uno ma ebbe notevoli miglioramenti nel campo della rigidità torsionale. Poco dopo il lancio la produzione iniziò anche negli stabilimenti argentini, seguiti nel 1997 da quelli in Venezuela, Polonia e Marocco. Di seguito si unirono nella costruzione di questo modello gli stabilimenti turchi, sudafricani, egiziani e cinesi, questi ultimi nel 2002. Dal 2002 non è più venduta in italia. Nel 2001 avvenne il primo restyling dell'autovettura, il cui nuovo disegno si deve a Giorgetto Giugiaro, dove vennero rilasciate numerose nuove versioni con propulsori diversi in base alla nazione di commercializzazione. Di spicco ad esempio una versione sportiva dedicata al mercato turco con un motore dotato di 120 CV. Un occhio di riguardo è stato posto anche al settore della sicurezza automobilistica con l'introduzione degli airbag e dell'ABS. Il più recente aggiornamento, sempre dovuto a Giugiaro, ha ripreso alcuni temi stilistici già presenti nelle sorelle Punto e Stilo senza peraltro stravolgerne la forma iniziale. Novità anche nei motori, in special modo sul mercato brasiliano dove la versione Flex ha subito un buon incremento di potenza.
(1995)

FIAT SIENA
Lanciata nel 1997 in Argentina, la Fiat Siena fa parte del Progetto 178 composto da una serie di autovetture sviluppate sullo stesso progetto ma adattate alle varie realtà regionali in cui sono prodotte. La Siena in particolare è una berlina a tre volumi. Le produzioni di tutti questi modelli tra loro collegati, comprendenti anche la Fiat Palio e la Fiat Albea è iniziato, nel 1996, negli stabilimenti brasiliani della Fiat, seguito da quelli situati in Argentina, Venezuela, Polonia, Marocco e Turchia. Con il nuovo secolo anche le unità produttive situate in India, Sudafrica, Egitto e Cina hanno iniziato a sfornare gli stessi modelli. Il telaio iniziale è di derivazione della Fiat Uno ma le modifiche sono state molto evidenti rispetto al modello precedente. Il design si deve alla matita di Giorgetto Giugiaro che ha disegnato una carrozzeria in 4100 mm di lunghezza, 1626 di larghezza e 1445 di altezza. I vari motori di cui poteva essere equipaggiata e che variavano a seconda della nazione di fabbricazione spaziavano tra i 1200 e i 1600 cc delle versioni con motore a benzina (tra cui il famoso FIRE) e tra i 1700 e i 1900 cc per i Diesel. Sul mercato brasiliano in particolare è in vendita nella versione equipaggiata dal motore Flex a doppia alimentazione, benzina ed etanolo prodotto dalla canna da zucchero. Dal 2006 è disponibile la Fiat Perla, la versione cinese modificata della Siena.
(1997)

FIAT MULTIPLA
La Fiat Multipla è un'autovettura costruita dal 1998 ad oggi e riprende il nome storico dell'antenata omonima prodotta dal 1956 al 1965. La vettura si basa su un telaio Space Frame in lamiera di acciaio studiato dalla Fiat per i modelli con volumi di produzione medio-bassi. La vettura ha sei posti, su due file di tre. Il codice del modello è 186. La carrozzeria e gli interni della Multipla sono unici, tanto che l'auto fu esposta nel 1999 al Museo di Arte Moderna di New York (MOMA). La Multipla ha dall'esordio cambiato la classica struttura dei Multi Purpose Vehicle (due coppie di sedili sistemati su tre file) adottando sei sedili individuali e uguali, disposti su due file. Inoltre è l'unica vettura del segmento ad offrire i 6 posti uniti ad un capiente bagagliaio: in una lunghezza contenuta (la prima versione era lunga appena 399 centimetri) trova spazio anche un bagagliaio da 430 litri, che arrivano fino a 1300 a seconda della posizione dei sedili posteriori. Il pavimento è libero da qualsiasi ingombro, il pianale, invece di presentare il classico gradino sotto il sedile posteriore, è piatto e abbastanza alto da poter ospitare, nella parte inferiore, i componenti delle versioni con motore a minimo impatto ambientale che equipaggiano la versione a gas naturale (Bi-Power e Natural Power). La Fiat Multipla si propone come automobile ideale per un viaggio con gli amici per il quale occorrono sei posti e il bagagliaio di una station wagon. È la vettura per il tempo libero che consente di adattare il numero dei posti a quello dei passeggeri (tre, quattro, cinque o sei), usando tutto lo spazio rimanente per trasportare oggetti, anche lunghi e voluminosi. Grazie alle sue dimensioni compatte e alla grande visibilità che offre in tutte le condizioni, è l'auto adatta agli spostamenti di ogni giorno nel traffico cittadino. Sei anni dopo il suo lancio, nel 2004, la Multipla ha subito un restyling che ha notevolmente cambiato il suo disegno originale, eliminando anche la curiosa "gobba" tra il parabrezza e il cofano anteriore e montando nuovi fari simili a quelli della Fiat Idea. Un nuovo aggiornamento estetico è il my 2006 (model year 2006) che fa montare una nuova calandra cromata. Le Multipla sono prodotte nello stabilimento di Mirafiori, le versioni a basso impatto ambientale, sono state allestite nell'ex-stabilimento Alfa Romeo di Arese.
(1998)

FIAT STRADA
Il Fiat Strada è attualmente la versione pick-up della Fiat Palio mentre la stessa denominazione è stata in passato utilizzata nei mercati anglosassoni per definire la Fiat Ritmo. Fa parte del progetto 178 delle world car commercializzate dalla Fiat nei Paesi in via di sviluppo ed è stata presentata nel 1996. La sua linea si deve, come gli altri modelli della stessa serie alla matita di Giorgetto Giugiaro. Lo Strada è l'unico veicolo del progetto che viene anche commercializzato in Italia (come veicolo commerciale) con portata di oltre 700 chilogrammi e cassone da 1100 litri. Nella prima serie in Italia le motorizzazioni sono state solo 1.4 16v benzina e l'1.9 JTD da 100cv mentre nella seconda serie 2006 solo il turbodiesel 1.3 16v multijet mentre negli altri paesi sono rimaste uguali: 1.5 mpi,1.6 8v mpi e 1.6 16v.Dal 1998 le versioni sono rimaste sempre le stesse sia in Italia che nei paesi in via di sviluppo (cabina corta, lunga, lunga adventure per l'Italia mentre per gli altri paesi cabina corta, lunga, adventure, working, trekking ed LX). Il restyling in Italia è stato nel maggio 2006 mentre negli altri paesi nel 2004.
(1997)

FIAT PERLA
Presentata il 14 settembre 2006 in Cina, nello stabiilimento Fiat di Nanchino, la Fiat Perla fa parte del Progetto 178 composto da una serie di autovetture sviluppate sullo stesso progetto ma adattate alle varie realtà regionali in cui sono prodotte. La Perla in particolare è una berlina a tre volumi disegnata espressamente per il mercato cinese e frutto della joint venture della casa torinese con la Nanjing Automobile ; porta il numero di codice interno Fiat 311. La presentazione ufficiale, avvenuta dopo il lancio al Salone dell'automobile di Guangzhou, è avvenuta alla presenza delle maggiori cariche della Fiat e del Presidente del Consiglio Romano Prodi. Le produzioni di tutti questi modelli tra loro collegati, comprendenti anche la Fiat Palio e la Fiat Albea, sono iniziate, nel 1996, negli stabilimenti brasiliani della Fiat, seguiti da quelli situati in Argentina, Venezuela, Polonia, Marocco e Turchia. Con il nuovo secolo anche le unità produttive situate in India, Sudafrica, Egitto hanno iniziato a sfornare gli stessi modelli. La previsione di produzione di questo modello, equipaggiato di un motore da 1600 cc, è di 40000 per il primo anno di costruzione.
(1997)

FIAT SEICENTO
La Fiat Seicento è una autovettura city car prodotta dalla Fiat a partire dal 1998 in sostituzione della Fiat Cinquecento. Del modello da cui ha origine ha mantenuto varie parti meccaniche oltre che lo stabilimento di produzione in Polonia da cui risultano uscite nei primi 3 anni di vendita oltre 350.000 esemplari, diventati oltre 1 milione nel 2004. Sempre come per l'autovettura che l'ha preceduta in catalogo, anche per la Seicento la casa torinese, per una questione di marketing, ha cercato di ricordare al pubblico un'altra autovettura storica, la Fiat 600, di cui comunque l'erede non sembra minimamente in grado di ripercorrere compiutamente il successo. Nell'aggiornamento subito dal modello nel 2001 sono state prese in considerazione le nuove esigenze nel campo della sicurezza veicoli e il modello è stato equipaggiato dell'ABS e degli airbag. Il cambio è manuale a 5 marce. Come per tanti modelli di varie case sono stati prodotti anche allestimenti speciali tra i quali una versione riportante il nome del famoso campione di Formula 1 Michael Schumacher. Gli allestimenti disponibili di serie hanno invece il nome di Active ed Actual, differenziati soprattutto per quanto riguarda gli allestimenti interni e gli optional disponibili. Il restyling del 2006 in occasione dei 50 anni sono cambiate alcune cose (baffi cromati, nome in numeri anziché in lettere).
(1997)

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FIAT Tempra
La Fiat Tempra, debuttò in Italia nel febbraio del 1990 come erede della Fiat Regata. Il progetto è identificato come "tipo tre", per indicare una collocazione intermedia tra la "tipo due" (Fiat Tipo) e la "tipo quattro" (Fiat Croma). Il numero del modello è 159.
Con meccanica, telaio e alcune parti estetiche in comune con la Fiat Tipo e facente parte di un progetto comune del gruppo Fiat che comprendeva anche la Alfa Romeo 155 e la Lancia Dedra, la Tempra venne proposta come una classica berlina per l'italiano medio. Oltre alla versione a 4 porte venne presentata anche la versione station wagon che ottenne da subito un buon successo commerciale di vendita.
L'abitacolo era accogliente, e come sulla Tipo da cui deriva, furono montati il cruscotto con strumentazione analogica o digitale e il cambio a cinque rapporti. Le versioni di motore offerte andavano dal classico 1372 cc al più potente 1992 cc per le versioni a benzina mentre due erano le versioni diesel, entrambe di 1929 cc con o senza turbocompressore. Le potenze erogate andavano dai 76 ai 109 cv per le versioni benzina e dai 65 ai 90 cv per quelle diesel.Nel 1992 tutte le motorizzazioni vennero riviste per adeguarsi alle normative europee anti-inquinamento con l'adozione delle nuova marmitte catalitiche e i propulsori vennero depotenziati.Nei primi due anni di vita e per quanto riguarda il modello al top della gamma vennero presentati anche l'ABS e la possibilità di montaggio di un cambio automatico.
Una rivisitazione estetica e dei dispositivi di sicurezza avvenne nel 1993, contemporaneamente alla messa in produzione del nuovo motore a iniezione multi-point da 1581 cc e 90 cv.La produzione di questo modello cessò nel 1996 con la presentazione della nuova Fiat Marea.
In Brasile, la vettura era prodotta anche in versione "2 porte", inedita in Italia e con una forma diversa del cofano posteriore.
(1997)