Modelli FORD Anni '70


(1968)

FORD
Escort
La Ford Escort è una autovettura prodotta in 4 serie dalla Ford, tra il 1968 ed il 1998. Il nome è stato usato anche per un modello destinato al mercato statunitense, in produzione fino al 2003. Questa versione però ha ben poco in comune con le "Escort" europee.

Si tratta dell'erede della Ford Anglia, modello prodotto per oltre un quarto di secolo.La prima serie, prodotta negli stabilimenti britannici del gruppo Ford, nota anche come "Escort MK1" venne presentata nel 1968 e si caratterizzava per una linea abbastanza morbida e di vaga ispirazione americana.

Disponibile nelle versioni berlina 2 porte e Berlina 4 porte, la "Escort" puntava tutto sulla concretezza e sull'affidabilità della sua semplice e robusta meccanica.Nessun vezzo, quindi, ma un solido motore a 4 cilindri con albero a camme laterale e distribuzione ad aste e bilanceri, una solida sospensione posteriore ad assale rigido con balestre a foglia (davanti c'erano le ruote indipendenti McPherson) ed un classico cambio manuale a 4 marce. Completava il quadro l'impianto frenante misto (dischi/tamburi). Sul mercato raccolse l'eredità della Ford Anglia.

Al momento dell'esordio la Escort era disponibile con 2 motori, uno di 940cc (44cv) e uno di 1098cc (53cv), 2 carrozzerie e 2 allestimenti: Base (solo 940cc) e De Luxe (940 e 1100cc). Pochi mesi dopo il lancio, venne resa disponibile anche la versione Station Wagon a 3 porte, col solo motore 1100, sia in versione base che "De Luxe".All'inizio del 1969 vennero introdotte la "Escort GT" (solo berlina, sia a 2 che a 4 porte), mossa da un 4 cilindri di 1298cc da 76cv, e la "Escort 1.3 De Luxe" (berlina e Wagon), con motore 1298cc da 59cv.

Nel 1970 venne presentata la "RS 1600" (berlina solo 2 porte), con motore bialbero di 1601cc da 110cv, destinata ad una clientela sportiva e facoltosa.
Al fine di soddisfare anche un'utenza meno esigente, nel 1971 fu introdotta in listino la più tranquilla ed economica "Mexico" (solo berlina 2 porte), mossa dalla versione monoalbero da 86cv del 4 cilindri di 1601cc.
Le "1300 GT" prima e le "RS 1600" poi, fecero da base alle versioni impiegate con successo (due titoli mondiali) nel World Rally Championship. La produzione della "Escort Mk1" cessò nel 1975.

(1975)
FORD
Escort seconda serie
Lo stesso anno debuttò la "mk2", ovvero la seconda serie. La "Escort 2", sviluppata principalmente a Colonia dalla Ford Germania (la "mk1", invece era stata concepita dalla Ford inglese), conservava integralmente la meccanica della serie precedente, abbinandola ad una carrozzeria completamente nuova (almeno per le versioni berlina). Fu proprio l'estetica la parte più controversa della vettura. Se da un lato si presentava con linee tese e squadrate (secondo la moda del momento), dall'altro quella coda fortemente discendente, quasi simil fastback (in realtà l'impostazione era a tre volumi, con bagagliaio separato dall'abitacolo, senza portellone), lasciava perplessi molti potenziali acquirenti.

Abbastanza singolare anche lo stile della Station Wagon (sempre a 3 porte), presentata contemporaneamente alle berline: tutta la parte anteriore fino alla portiera e gli interni, erano aggiornati alla nuova serie, mentre tutta la parte posteriore conservava inalterate le lamiere della precedente "mk1", dando vita ad un auto "ibrida" (squadrata davanti, morbida dietro).

Disponibile, al momento del debutto (1975), in tre varianti di carrozzeria (2 porte, 4 porte e Station wagon 3 porte), 5 allestimenti (base, L, GL, Ghia e Sport) e 4 motorizzazioni (da 940 a 1600cc), la "mk2" aveva una gamma assai estesa.

Proprio l'ampiezza dell'offerta, in grado di soddisfare chi cercava un'auto economica e semplice (versioni base e L), chi preferiva finiture di buon livello (GL e Ghia, con quest'ultima che sconfinava quasi nel lusso) e chi voleva un'auto sportiveggiante ("1600 Sport"), unita alla tradizionale fama di robustezza e affidabilità, costituiva una delle carte vincenti del modello. Il rovescio della medaglia era tuttavia costituito dalle prestazioni modeste in rapporto alla cilindrata e da una tenuta di strada non impeccabile sul bagnato. Quest'ultima caratteristica, dovuta alla trazione posteriore e al retrotreno a ponte rigido, comune anche alla "mk1", era resa più evidente dall'arrivo sul mercato di concorrenti a trazione anteriore e retrotreno a ruote indipendenti (Fiat 128, Renault 14) o interconnesse (Volkswagen Golf), che avevano un comportamento stradale migliore.

I motori erano gli stessi della serie precedente, ovvero 4 cilindri con albero a camme laterale di 940cc da (44cv), 1098cc (50cv), 1298 (57cv o 70cv) e un 1598 da 73cv oppure 86cv, solo rivisti per migliorarne elasticità e coppia. Il motore di 940cc venne tolto di produzione nel 1976, dopo l'arrivo sul mercato della Ford FiestaPochi mesi dopo il debutto della nuova gamma venne presentata la versione "Rs 1800", con motore bialbero di 1834cc e 115cv. Questa versione fece da base per quella impiegata nel mondiale rally.Nel 1977 un leggero restyling (fari quadrati per tutte le versioni, escluse le "Sport", nuova mascherina con marchio "Ford" nell'ovale blu, modifiche di dettaglio agli interni) interessò tutta la gamma, da cui sparì l'allestimento base per la berlina (rimase per la Wagon). Vennero introdotte anche le varianti "1.3 L" (berlina 2 e 4 porte) e "Wagon 1.1 L". Contemporaneamente venne lanciata la "RS 2000", equipaggiata con un bialbero DOHC di 1993cc da 130cv. Basata sulla "RS 1800", la "RS 2000" se ne distingueva per un frontale completamente diverso (più pronunciato e dotato di 4 fari circolari e paraurti neri integrati). La "RS 2000" fece da base per la versione che, impiegata nel Campionato Mondiale Rally, vinse il titolo nel 1979. La "mk2" uscì di produzione nel 1980.

(1969)
FORD
Capri
Ford Capri è un autoveicolo coupé prodotto dalla Ford Europe che, nelle intenzioni dell'azienda, doveva essere l'alternativa europea all'americanissima Ford Mustang. Dopo l'utilizzo del nome "Capri" per un modello meteora nel panorama automobilistico mondiale, costruito negli Stati Uniti dal 1961 al 1963, il primo modello di Ford Capri, denominato Mk I, fece il suo debutto al Salone dell'auto di Bruxelles del 1969; costruito nelle fabbriche del Nord Europa situate in Germania, Belgio e Inghilterra, a fronte della stessa carrozzeria esterna veniva prodotto in motorizzazioni diverse a seconda dei mercati di destinazione.

Le cilindrate dei motori variavano dai 1.300 ai 1.700 cc per quelle prodotte in Germania, dai 1.300 ai 1.600 cc per quelle anglosassoni. Alle versioni normali era affiancata anche una versione maggiormente sportiva equipaggiata da un motore a V da 2.000 cc.
Già nel corso del primo anno di produzione sul mercato britannico venne introdotto anche un motore da 3.000 cc e 138 cv e su quello tedesco uno da 2.300 cc e 125 cv dotato di doppio carburatore.
L'anno successivo, il 1970, segnò il debutto di questo modello anche su altri mercati quali il Sudafrica, l'Australia e il Nordamerica, dotato unicamente di un motore di 1.600cc, sostituito dal fratello maggiore da 2.000 l'anno immediatamente successivo.
La modifica successiva interessò ancora il modello top di gamma che ricevette un nuovo impulso di potenza con la sostituzione dei carburatori con l'iniezione, da qui la presentazione della Ford Capri RS2600 da cui venne tratta la versione destinata alle competizioni automobilistiche Turismo.
Dopo ulteriori modifiche nella gamma dei motori, ripresentati nuovamente a carburatori anche per le maggiori cilindrate, tirando le somme delle vendite si può affermare che il modello ebbe un notevole successo commerciale, con l'uscita dalle catene di montaggio nell'agosto 1973 del primo milionesimo esemplare.

Il 1974 vide il debutto della nuova versione, la Mk II, ridisegnata esteticamente con l'introduzione del portellone posteriore e di modifiche agli interni. La gamma dei motori venne ridotta, anche a causa della crisi petrolifera, e, per le versioni maggiormente sportive, venne introdotta la gamma Ghia.
Il motore più potente di cui l'autovettura fu dotata era di 3.000 cc di cilindrata e sotto il punto di vista della sicurezza automobilistica fu dotata di freni a disco maggiorati. Un'altra modifica rimarcabile fu la modifica dell'impianto elettrico e l'adozione di un nuovo alternatore.
Il Mk II fu l'ultimo modello venduto anche sul mercato statunitense dove la Capri fu ritirata nel 1976 dopo oltre 500.000 pezzi venduti.

La presentazione dell'ultima serie, la Mk III, è datata 1977 e il tratto distintivo rispetto alle versioni precedenti è l'adozione dei doppi fari anteriori. Il restyling non bastò però a fermare il lento declino del modello che, pur rimanendo in produzione fino al 1986 (solo negli impianti tedeschi), venne man mano ritirato dai vari mercati non europei.Al momento del ritiro definitivo dal mercato venne calcolato che la produzione terminò con la fabbricazione di 1.900.557 esemplari tra le varie serie.

(1972)
FORD
Granada
La Granada conosciuta sul mercato europeo è un'autovettura di classe alta prodotta dalla Ford tra il 1972 ed il 1985. Il suo nome è stato utilizzato anche negli Stati Uniti per un modello di automobile, omonima ma con poco a cui spartire.

Costruita in due serie, la Granada aveva una meccanica classica (trazione posteriore, avantreno McPherson, retrotreno a ponte rigido e freni a disco solo davanti) e una carrozzeria di dimensioni generose.La prima serie della Granada costituì il secondo passo (il primo era avvenuto nel 1968 con la Escort) verso l'unificazione della gamma della filiale inglese e della filliale tedesca della Casa americana, che per tutti gli anni '50 e '60 avevano prodotto modelli completamente diversi.

La Granada, caratterizzata da una linea di chiara ispirazione americana (tanto per la berlina che per la station wagon), prendeva il posto della Zodiac inglese e delle versioni 20M, 23M e 26M delle Taunus tedesche. Mossa da motori a V a 4 o 6 cilindri con singolo albero a camme nel basamento e alimentazione a carburatore, la Granada offriva un'ampia possibilità di scelta in termini di cilindrata, configurazione di carrozzeria e allestimento. La gamma italiana prevedeva le varianti berlina a 4 porte e station wagon con motori V4 di 1699cc (75cv) e V6 di 1998cc (90cv), 2293cc (108cv) e 2994cc (138cv).

Tutti i motori erano abbinati ad un cambio manuale a 4 rapporti (sui V6 era disponibile anche un automatico a 3) Su altri mercati erano disponibili anche le berline a 2 porte e un motore V6 di 2,6 litri da 125cv. Numerosi gli allestimenti: base, L, XL e GXL (ma sul mercato inglese le versioni base e L prendevano il nome di Consul). Pochi mesi dopo il lancio delle versioni berlina e station wagon la gamma venne completata dalla versione Coupé fastback, che ottenne buoni consensi in Germania, Inghilterra e Francia. Sul nostro mercato, invece, era disponibile solo a richiesta con motori V6 di 2,3 (108cv) o 3 litri (138cv) e allestimento GXL.

Nel 1975 un moderato restyling (nuova mascherina anteriore, verniciatura in nero opaco della lamiera tra i gruppi ottici posteriori di alcuni allestimenti, nuova plancia) fece da trampolino al lancio di un nuovo 4 cilindri in linea monoalbero in testa di 1993cc da 98cv. La seconda serie della Granada venne lanciata nel 1977. Meno "americana" e molto più "tedesca" nelle sue linee tese, squadrate ed essenziali (ispirate a quelle della Taunus TC2), la nuova edizione della berlina Ford presentava poche novità tecniche rispetto alla serie precedente. Oltre al cambio manuale a 5 marce (anziché 4), c'era un nuovo motore V6 con un albero a camme in testa per bancata di 2792cc da 140cv. Per il resto rimanevano disponibili il 4 cilindri 2 litri da 98cv ed il 2.3 V6 da 108cv (non previsto in Italia). Per l'Italia erano disponibili le versioni berlina 4 porte e Station Wagon negli allestimenti L, GL e Ghia (quest'ultimo riservato alla berlina). Pochi mesi dopo il lancio venne reso disponibile anche un 4 cilindri diesel (di produzione Peugeot) di 2112cc da 63cv. La Granada Diesel era disponibile negli allestimenti base, L e GL, sia in versione berlina che station wagon. Nel 1978 il V6 di 2,8 litri adottò l'alimentazione a iniezone multipoint e la potenza toccò i 150cv. Nel 1982 un restyling interessò l'anteriore (fari, mascherina), i paraurti (più avvolgenti), la coda (nuovi gruppi ottici "zigrinati") e gli interni (plancia, pannelli porta e sedili). Tra le novità tecniche, il potenziamento a 101cv del motore 2 litri a benzina, l'introduzione di un 4 cilindri diesel (sempre Peugeot) di 2498cc da 75cv e la disponibilità di una versione da 160cv del V6 di 2,8 litri. L'allestimento Injection, riservato alla 2800 da 160cv prevedeva una caratterizzazione sportiva (cerchi in lega leggera, spoiler, paraurti neri, fendinebbia, alettone posteriore, interni sportivi). La Granada uscì di listino nel 1985 sostituita dalla Scorpio.

(1976)
FORD
Fiesta
La prima serie viene lanciata nel maggio del 1976 e si propone come diretta rivale di Fiat 127, Renault 5 e Volkswagen Polo. Offerta con la sola carrozzeria a 3 porte, monta inizialmente due motori a benzina a 4 cilindri con albero a camme laterale da 1 e 1,1 litri, poi anche con dei 4 cilindri monoalbero in testa di 1,3 e 1,6 litri. Il nome Fiesta le viene assegnato dallo stesso Henry Ford II, scegliendo tra cinque nomi proposti dall'equipe di progettazione (Amigo, Bravo, Fiesta, Pony, Strada). Le dimensioni della Fiesta prima serie sono: lunghezza 357 cm, larghezza 133 cm, altezza 136 cm. La meccanica è classica: trazione anteriore, avantreno a ruote indipendenti, retrotreno a ponte rigido con barra Panhard, cambio a 4 marce e impianto frenante misto.

Al momento del lancio (1976) sono disponibili le versioni base (957cc, 45cv); "L" (957cc, 45cv); "L 1.1" (1117cc, 53cv); "GL" (1117cc, 53cv) e "Ghia" (1117cc, 53cv). Nel '79 s'aggiunge la "1.3 (OHC) S" (1297cc, 69cv). La versione base si distingue per i paraurti neri (ripresi anche dalla "1.3 S"), anziché cromati; la "Ghia" ha un profilo laterale lucido, cerchi in lega e cornici cromate ai finestrini. Gli allestimenti interni sono più curati sulle "Ghia" e più sportivi sulle "S". Livelli di finitura intermedi per "L" e "GL", spartani sulla base.

Nell'agosto 1981 un leggero restyling interessa tutte le versioni esclusa la versione base, ora denominata "Casual". Paraurti in plastica (con rostri su "S" e "Ghia"), nuova mascherina (in tinta su alcune versioni) e interni rivisti sono le principali variazioni. La gamma comprende, oltre alla "Casual", le versioni "L" (950 o 1100), le "Quartz" (solo 1100), le "Ghia" (solo 1100) e le "S" (solo 1300).
Nel 1981 debutta lanche a sportiva XR2, dotata di un 1600 capace di erogare 82cv.
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