Modelli FORD Anni '80


(1980)

FORD
Escort terza serie
Nel 1980 venne lanciata la 3° serie della Ford Escort. Si trattava, questa volta, di un modello completamente nuovo e rivoluzionato sia nella meccanica che nell'estetica, al punto che, con le serie precedenti, condivideva solo il nome. Originariamente, però, non doveva condividere neanche quello: era previsto che si chiamasse "Erika". La Ford non utilizzò poi per la produzione di serie questo nome, visto che era stato già registrato da un altro costruttore. Nel 1981 si aggiudicò il premio Auto dell'anno.

La trazione passò alle ruote anteriori, il cambio era a 5 rapporti, i motori, tutti monoalbero in testa, vennero montati trasversalmente, mentre il retrotreno prendeva la geometria a ruote interconnesse. Esteticamente la "mk3" presentava un'originale e riuscita linea a due volumi e mezzo (uno dei primi esempi di applicazione di questo tipo di carrozzeria) con portellone posteriore, molto abitabile e pratica. Era disponibile sia nella versione a 3 porte che in quella a 5 porte. Pochi mesi dopo il debutto della berlina venne lanciata la Station Wagon, questa volta con carrozzeria a 5 porte. La versione tre volumi venne rimpiazzata dalla Ford Orion.

Le nuove Escort potevano contare, inizialmente, su 3 propulsori OHC a benzina (1117cc da 53cv, 1297cc da 69cv e e 1597cc da 80cv), 4 allestimenti (base, L, GL, Ghia) e 3 tipi di carrozzeria. Nel 1982 la gamma venne completata dalla "Escort Xr3i" (solo a 3 porte), caratterizzata sportivamente (alettone posteriore, spoiler anteriore, bandelle sottoporta, codolini passaruota, cerchi in lega, fendinebbia, paraurti in tinta) ed equipaggiata con una versione a iniezione elettronica da 103cv del 4 cilindri di 1597cc Nel 1983 vennero lanciate le "Escort Cabriolet", nelle versioni "1.3" (1297cc, 69cv) e "XR3i" (1597cc, 103cv). Nel 1984 arrivarono le versioni Diesel, mosse da un 4 cilindri di 1,6 litri da 46cv. Le "1.6 D" (berlina e Wagon) erano disponibili negli allestimenti L e GL. Nel 1985, accanto a lievi ritocchi agli interni e alla versione speciale "Laser" (solo 1.1 5 porte), debuttò la "RS Turbo", equipaggiata con una versione turbocompressa da 136cv del 1600 della "xr3i" Quest'ultima versione, molto sportiva anche nell'estetica (ancor più esasperata che sulla "XR3i"), avrà maggior successo nella serie successiva.

Nel 1986 un profondo restyling diede origine alla "Escort Mk3B" (per alcuni anche conosciuta come "Mk4" facendo di conseguenza slittare le numerazioni successive). A cambiare furono il frontale (completamente ridisegnato, più morbido e affusolato), i paraurti (integrati nella carrozzeria), i gruppi ottici posteriori (ampliati) e gli interni (completamente ridisegnati, con nuova plancia, sedili, pannelli porta e rivestimento del padiglione). Il rinnovamento coinvolse, ovviamente, anche Station Wagon e Cabriolet.

Dal punto di vista tecnico la novità consisteva, essenzialmente, in una rivisitazione dei motori. I 4 cilindri di 1.1 e 1.3 litri vennero dotati del sistema HCS per funzionare a combustione magra (cioè con una minor percentuale di benzina nella miscela) e ridurre i consumi (le potenze scesero, rispettivamente, a 50 e 60cv), mentre il 1600 a carburatore fu oggetto di una serie di affinamenti volti ad aumentarne la potenza, che infatti passò a 88cv. Invariati il 1600 a iniezione (riservato alle "XR3i" e il 1600 Diesel. La gamma comprendeva due allestimenti, CL (ovvero quello base) e Ghia, e 4 carrozzerie (berlina 3 porte o 5 porte, Station Wagon 5 porte e Cabriolet). La versione a 3 porte venne riservata alle sportive "XR3i".Nel 1987 la gamma venne completata con l'introduzione di un nuovo motore monoalbero in testa di 1392cc da 75cv che andava ad inserirsi tra le 1.3 e le 1.6. Le "Escort 1400" erano disponibili negli allestimenti CLX (con intonazione lievemente sportiva: filetti rossi ai paraurti, copricerchi bianchi e dotazione leggermente superiore alle CL) e Ghia, nelle versioni berlina, Station Wagon e Cabriolet (solo Ghia). Sempre nel 1987 debuttò la "RS Turbo", equipaggiata con un 4 cilindri di 1,6 litri sovralimentato con turbocompressore e intercooler da 136cv. Disponibile nella sola versione a 3 porte e molto sportiva (assetto ribassato, spoiler anteriore, doppio alettone posteriore, ruote in lega specifiche, prese d'aria dinamiche sul cofano motore, bandelle sottoporta, codolini passaruota, fendinebbia circolari, sedili anteriori Recaro), ebbe un buon successo.
Nel 1989 la cilindrata del motore Diesel crebbe a 1753cc (60cv), mentre la gamma delle Station Wagon s'arricchì della versione Voyager, equipaggiata con motori 1400, 1600 o 1800 Diesel e caratterizzate da un allestimento particolarmente curato.

(1989)
FORD
Fiesta seconda serie
La seconda generazione è stata presentata nel marzo del 1989 e non ha nulla in comune con la sua progenitrice. La nuova Fiesta è una due volumi moderna, tecnicamente più evoluta e con una linea molto gradevole. Si pone in diretta concorrenza con la Citroen AX, la appena rinnovata Fiat Uno, la Opel Corsa, la Peugeot 205, la Renault 5 (Clio dal 1990) e la SEAT Ibiza, e come queste offre anche per la prima volta la versione a 5 porte. I motori sono quelli della versione precedente, eccetto il diesel, che passa a 1,8 litri di cilindrata. Tra gli optional spiccano il climatizzatore e l'impianto ABS.

Nel 1990 al Salone di Torino viene presentata la RS Turbo, dotata di un 1600 sovralimentato. La Fiesta viene leggermente aggiornata nel 1993, da quando può montare optional il doppio airbag frontale.

Questa versione della Fiesta è indubbiamente quella che ha avuto maggior successo, giungengo a toccare le 650.000 unità annue consegnate in tutta Europa, tant'è vero che nonostante siano passati ormai diciotto anni dal lancio, numerosi esemplari di essa sono ancora sulle strade.

(1983)
FORD
Orion
iniziò un rinnovamento della propria gamma di berline medie, adottando un originale corpo vettura a 2 volumi e mezzo (vale a dire con accenno di coda) e portellone posteriore. Adottarono tale soluzione sia la nuova Escort Mk3 del 1981, che la Sierra del 1982 (erede della mitica Taunus). Si aprì nella gamma della Casa Americana lo spazio per un modello con carrozzeria tradizionale a 3 volumi che soddisfacesse le esigenze della clientela più tradizionale, non soddisfatta dalle stravaganze estetiche dei nuovi modelli. Questo vuoto fu riempito nel 1983 dalla Orion, una variante a tre volumi della Escort, di cui conservava l'intera meccanica. Come derivata, la Orion seguì le evoluzioni della Escort, fino ad assumere nel 1996 la denominazione di Escort Sedan.Rispetto alla Escort MK3 da cui derivava la Orion, differiva ovviamente nella coda e, in maniera meno evidente, nel frontale (dove c'era una mascherina con contorno cromato dal disegno specifico). Diversi anche i paraurti, i copricerchi, alcuni dettagli della plancia ed i sedili. Al momento del lancio la Orion era disponibile con due motori (entrambi derivati dalla gamma Escort) 4 cilindri CVH (a combustione Magra) con distribuzione monoalbero in testa. Il più piccolo aveva una cilindrata di 1297cc ed una potenza massima di 60cv, mentre il più grande aveva una cubatura di 1597cc ed erogava 79cv.

L'unico allestimento disponibile in Italia al momento del lancio era l'intermedio GL. Nel 1984 la gamma venne completata col lancio delle versioni 1.6 Injection (con motore di 1,6 litri a iniezione elettronica da 103cv) e 1.6 Diesel (con motore a gasolio di 1,6 litri da 54cv). La Diesel era disponibile nelle versioni L (meno ricche) e GL, mentre la Injection aveva un allestimento specifico (spoiler anteriore nero, paraurti con profilo rosso, cerchi in lega leggera, sedili sportivi). Le concorrenti più dirette erano la Fiat Regata (versione a 3 volumi della Ritmo) e la Volkswagen Jetta derivata dalla Golf.

(1986)
FORD
Orion seconda serie
Come la Escort la Orion venne sottoposta ad un profondo restyling nel 1986. A cambiare furono il frontale (completamente ridisegnato e più morbido), i paraurti più ampi, gli interni completamente riprogettati e, in misura minore, la coda (alcuni dettagli). Sul fronte dei motori esordì un nuovo 4 cilindri CVH di 1392cc da 75cv, mentre il 1600 a carburatori, opportunamente rivisto, raggiunse la potenza di 88cv. Invariati il 1300, il 1600 a iniezione ed il 1600 Diesel. Le versioni "1.4" e "1.6 Diesel"" erano disponibili negli allestimenti CLX e Ghia (quest'ultimo molto più ricco); le "1.6", a carburatore o iniezione, erano disponibili solo in versione Ghia. Solo CLX, infine, la "1.3". Nel 1988 la cilindrata del motore a gasolio aumentò a 1753cc e la potenza toccò i 60cv.

(1985)
FORD
Scorpio
La Ford Scorpio è un automobile prodotta dalla Ford nello stabilimento di Colonia in Germania dal 1985 al 1999 per rimpiazzare la Ford Granada della quale mantenne anche il nome in alcuni mercati.

Nel 1986 la Scorpio venne eletta Auto dell'anno. L'auto riprendeva la configurazione tecnica della Ford Sierra e poteva montare cinque differenti motori, tutti a benzina: due 4 cilndri "Pinto", da 1800 e 2000 cc di cilindrata, due V6 "Cologne" a sedici valvole, 2400 e 2900 cc e un V6 Cosworth a 24 valvole da 2900 cc.

Era un'auto concepita per essere più lussuosa della Granada e tenne fede a tale compito montando sedili regolabili elettricamente, ma soprattutto fu la prima auto di massa in Europa a montare il sistema di ABS. La configurazione era la classica da berlina di classe alta e la versione station wagon venne immessa in ritardo sul mercato, solamente nell'anno 1990.

La Scorpio subì un restyling nel 1994 che non sembrò essere particolarmente riuscito visto che l'auto venne soprannonminata immediatamente "grenouille triste" (la rana triste).
L'auto infatti non ebbe successo anche perché in quel settore era calata improvvisamente la domanda. Il prodotto uscì di scena nel 1999 e la Ford preferì affidare tale segmento di mercato al suo marchio Jaguar.

(1985)
FORD
Sierra
Erede delle Ford Taunus TC, la Sierra si presentava sul mercato come modello totalmente nuovo, sebbene ne ereditasse quasi tutti i motori (in pratica tutti tranne due) e l'impostazione tecnica di base: motore anteriore longitudinale e trazione posteriore. Il pianale era completamente nuovo e lo dimostra lo schema della sospensione posteriore a ruote indipendenti anziché ad assale rigido. Altra novità tecnica di rilievo fu l'adozione del cambio a 5 marce su tutte le versioni (esclusa la 1.3 base).

Ma più che la tecnica, rivoluzionaria (non solo rispetto alla Taunus) era la linea della vettura, che riprendeva il concetto di due volumi e mezzo con portellone (vale a dire una due volumi con accenno di coda), introdotta con la Escort Mk3, reinterpretandola però in chiave assai più tondeggiante e aerodinamica (almeno nell'aspetto, visto che il cx di 0.34 non era sensazionale). Si può dire che la Sierra lanciò la moda delle linee smussate, che avrebbe imperato nei decenni successivi.

La gamma dei motori includeva i classici 4 cilindri monoalbero in testa di 1293cc (65cv), 1593cc (75cv) e 1993cc (101cv), tutti d'origine Taunus, più due motori nuovi: un V6 con 1 albero in testa per bancata, alimentato a iniezione elettronica multipoint, di 2792cc (160cv) e un 4 cilindri Diesel, d'origine Peugeot di 2304cc (69cv). A richiesta era disponibile anche il solito V6 con monoalbero (nel basamento) di 2293cc da 114cv.

Ampia, come sempre, la gamma derivante dalla combinazione di 4 tipi di carrozzeria (berlina a 3 porte, berlina a 3 porte con doppio montante e terzo finestrino laterale, berlina a 5 porte e Station wagon), 5 allestimenti (base, L, GL, Ghia e XR4) e, come visto, 6 motorizzazioni (5 benzina e un diesel). Nella gamma per l'Italia non era disponibile la berlina 3 porte, mentre l'originale carrozzeria a 3 porte con tre finestrini laterali era riservata alla sportiva XR4i, mossa dal V6 di 2,8 litri da 160cv.Gli allestimenti differivano, oltre che per il livello di finiture interne e dotazioni di bordo (con la base molto spartana e la Ghia particolarmente lussuosa), anche per alcuni particolari della carrozzeria. Ghia ed XR4i avevano un frontale con 4 fari ricoperti da un guscio rettangolare, mascherina liscia e paraurti con fendinebbia integrati, mentre L e GL avevano una mascherina in tinta a listelli orizzontali, fari singoli e assenza di fendinebbia. Sulla base la mascherina era nera. Anche altri particolari variavano da versione a versione: gli specchietti erano in tinta su Ghia e XR4I, neri sulle altre (sulla base c'era solo quello a lato guida di dimensioni ridotte), i copricerchi (assenti sulla base) e altri dettagli. La XR4i, inoltre, era caratterizzata sportivamente, con fascioni laterali, minigonne, doppia ala posteriore, codolini passaruota, cerchi in lega, interni sportivi).

In campo sportivo la Sierra si è ben distinta nelle competizioni per auto gran turismo derivate dalla serie, in particolare ha dominato vari British Touring Car Championship.

(1989)
FORD
Probe
La Ford Probe era una macchina prodotta da Ford, presentata nel 1989 per sostituire la Ford EXP come sportiva compatta della società. Fu venduta in europa, australia, e mercati nordamericani. Un coupé sportivo, la Probe fu pensata per riempire la nicchia di mercato precedentemente occupata dalla Capri in Europa, fu considerata anche una possibile sostituzione per la Ford Mustang nel mercato nordamericano e come concorrente diretto dell'Acura Integra. Il design molto moderno non fu universalmente accettato. Le vendite non soddisfarono le aspettative della Ford, vendendo solamente 837,273 unità nell'arco degli otto anni in cui fu prodotta.

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