La Lancia è una delle più famose e antiche case automobilistiche italiane, nata a Torino nel 1906, tuttora in attività e facente parte del Gruppo Fiat.L'atto costitutivo della Lancia reca la data del 29 novembre 1906: quel giorno, in Torino, il regio notaio Ernesto Torretta formalizza la costituzione di una società in nome collettivo, da parte di Vincenzo Lancia e Claudio Fogolin: la denominazione dell'azienda era Lancia & C. Il numero di repertorio dell'atto (su carta da Bollo da 1 Lira) era il 1304 Il capitale iniziale era di modesta entità (100.000 Lire) ed i due soci vi avevano partecipato con un 50% a testa.

Vincenzo Lancia era già molto noto nell'ambiente automobilistico (non solo italiano) in virtù delle prestigiose affermazioni sportive colte, a partire dal 1900, al volante di vetture Fiat. Claudio Fogolin era invece, più semplicemente, un buon amico del Lancia: i due si erano conosciuti alla Fiat, dove entrambi prestavano la loro opera.
LANCIA
MODELLI ANNI '70 MODELLI ANNI '80 MODELLI ANNI '90 MODELLI ANNI 2000
BETA TREVI DELTA seonda serie THESIS
GAMMA PRISMA THEMA terza serie YPSILON
STRATOS THEMA LYBRA MUSA
DELTA THEMA seconda serie K PHEDRA
  Y10 Y10 terza serie DELTA terza serie
  Y10 seconda serie Z  
La neonata società prendeva in affitto una prima officina (un vecchio capannone occupato sino a qualche mese prima da un'altra fabbrica automobilistica torinese, la Itala) , in via Ormea angolo via Donizetti.La produzione iniziava nel 1908, anno in cui questo primo chassis Lancia veniva esposto all'VIII Salone dell'automobile di Torino (18 gennaio-2 febbraio) con la denominazione di 12 HP: da notare che la denominazione d'officina era "tipo 51" e che la vettura sarà ribattezzata Alfa quando, nel 1919, il fratello del costruttore, Giovanni (studioso di lingue classiche), suggerirà a Vincenzo di utilizzare le lettere dell'alfabeto greco per contraddistinguere i diversi modelli, a partire da quello iniziale.Sin dai primi anni di vita, le vetture Lancia si distinguevano nelle competizioni di velocità anche se il patron - malgrado i trascorsi da corridore professionista - non riteneva opportuna una partecipazione diretta alle corse nel timore che l'impegno tecnico ed economico derivante dall'attività agonistica nuocesse alla qualità della produzione di serie.Nel 1908, suo primo anno di attività sportiva, la Lancia coglieva due significative affermazioni negli Stati Uniti per merito di William Hilliard che si piazzava al terzo posto assoluto a Long Island nella Meadowsbrook Sweepstakes del 10 ottobre e faceva sua, il 25 novembre, la International Light Car Race a Savannah.Nel 1909, nella IV edizione della Targa Florio (il 2 maggio), Guido Airoldi chiudeva al 3° posto assoluto mentre una settimana dopo, in una gara sul miglio lanciato indetta a Modena, Gerolamo Radice era primo nella III categoria (12° assoluto) a 90,951 Kmh di media; nella stessa occasione si distingueva anche un’altra Lancia, con Armando Bacchi, quarto di categoria e 13° assoluto.Negli anni del primo conflitto mondiale i veicoli Lancia destinati all'impiego militare ottenevano un notevole successo : gli autotelai Jota, Diota e 1Z vengono carrozzati (soprattutto dagli Stabilimenti Farina) come autocarri e per trasporto artiglierie; in collaborazione con l'Ansaldo venivano altresì realizzate alcune autoblinde armate.Alla fine della Prima Guerra Mondiale, il passaggio dalle attività belliche a quelle di pace, si rivelava decisamente difficile, specialmente nel settore dei veicoli industriali. Del resto, il mercato non era particolarmente attivo, dal momento che lo sviluppo dei trasporti su strada era ancora di lì da venire e che i residuati di guerra che l'esercito stava cedendo ai civili poteva benissimo sopperire a queste marginali necessitàAlla scomparsa di Vincenzo, l’azienda passava nelle mani della moglie, Adele Miglietti, che assumeva la carica di Presidente, mentre la direzione generale passava momentaneamnete nelle mani dell'ing. Manlio Gracco de Lay (già ai vertici dello staff dell'ufficio tecnico) coadiuvato dai più valenti collaboratori del patron scomparso (Ernesto Zorzoli per quello finanziario ed Oscar Ravà per il commerciale). Nel febbraio del’38 il Ravà lasciava l’azienda (costrettovi, pare, per via della sua appartenenza alla razza ebraica....) ed arrivava, esule dall’Alfa Romeo, il celebre progettista Vittorio Jano.Nel 1955 la marca torinese venne acquistata dalla famiglia lombarda Pesenti (proprietaria anche dell'Italcementi).Pur non essendo quasi mai riuscita ad accumulare utili in quel periodo, Lancia poté sfornare molte automobili eleganti e tecnicamente raffinate, riconoscendo il merito di "mecenatismo industriale" alla proprietà Pesenti. Tra l'altro, vi furono partecipazioni ad alto livello a tutte le competizioni, culminate con un titolo mondiale di Formula Uno (Lancia-Ferrari D-50) ottenuto dalla scuderia del cavallino che aveva ricevuto in regalo tutto il materiale da corsa Lancia, dopo la tragica morte del pilota Alberto Ascari.Nel 1969, la famiglia Pesenti cedette la marca a prezzo simbolico al gigante torinese, che in quello stesso anno comprò anche Autobianchi e Ferrari. I primi modelli nati sotto l'egida Fiat furono la Beta-Trevi (berlina, coupé, decappottabile e fast-back HPE) e la Gamma come ammiraglia di lusso. In essi scompare parte dell'originalità Lancia, ma le sinergie industriali permisero un migliore controllo dei costi.
L'immagine della marca continuò ad essere legata alle corse, come ben testimonia la Lancia Stratos, una straordinaria macchina da rally a motore 6 cilindri Ferrari-Dino, campione del mondo 1977 e oggetto di culto per gli appassionati.
Ma il vero jolly commerciale fu trovato tre anni più tardi: la compatta Delta, disegnata da Giugiaro su base meccanica Fiat Ritmo e presentata nel 1979. Essa fu un successo clamoroso, rimasto in produzione per quattordici anni, con versioni sportive a trasmissione integrale che fecero incetta di titoli mondiali rally: sei consecutivi dal 1987 al 1992.
La Prisma, poi sostituita dalla Dedra, che affianca la Delta come auto di classe media, la Thema come ammiraglia dal grande successo e la Y10 che venne venduta in Francia, Italia e Germania con il marchio Autobianchi furono gli altri modelli coevi. Gli anni '80 sono l'apogeo commerciale della marca, che entrò nei primi quindici costruttori in Europa, allorché l'intero gruppo Fiat occupava il primo posto davanti a Volkswagen. Attualmente, l'ammiraglia della Lancia è la Thesis, un'auto di fattura eccellente ma non supportata dagli altri modelli che sono: la nuova Ypsilon (venduta in Italia a più di 200 mila unità dal suo lancio nel 2003), la monovolume Musa (derivata dalla Fiat Idea) e la Phedra modello gemella della Fiat Ulysse.
A settembre 2006 la Lancia ha presentato la nuova Lancia Delta HPE Concept, che sarà in vendita dal settembre 2008 e che si spera rinnovi i fasti del "Deltone" degli anni '80 e che, grazie alla lunghezza di 4.51 cm potrà accontentare (almeno in parte) la clientela del Segmento D, orfani della poco fortunata Lybra.
La Lancia conserva l'ambizione di voler diventare l'alternativa italiana alla Mercedes, e alla luce del suo prestigioso passato meriterebbe sforzi e investimenti più cospicui.
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