RENAULT
30

Sapendo di non poter competere in termini d'immagine con concorrenti del calibro di BMW 528 e Mercedes-Benz 280, la Renault decise di proporre qualcosa di diverso anche dalle sue potenziali concorrenti più dirette (tutte a tre volumi e con trazione posteriore), che si chiamavano Ford Granada Opel Commodore e Triumph 2500. Esteticamente la 30 si presentava quindi come un'evoluzione in chiave moderna dei concetti espressi dalla 16 e vantava un aspetto abbastanza imponente, malgrado le ruote piccole e la carrozzeria simile a quella di altre autovetture meno prestigiose. Presentata nel marzo 1975, la R30 fu la prima Renault del dopoguerra a montare un motore con frazionamento superiore ai 4 cilindri. L'impostazione stilistica (oltre che meccanica) della 30 riprendeva quello della R16 e proponeva quindi un corpo vettura a due volumi, formula inedita all'epoca per un'ammiraglia. Tale corpo vettura era caratterizzato dall'ampio portellone posteriore che rendeva la 30 un'ammiraglia molto più pratica della maggior parte della concorrenza di allora. Sempre in coda si trovano i gruppi ottici posteriori di forma rettangolare a sviluppo orizzzontale. Frontalmente, abbiamo una calandra piuttosto sottile, che forse rappresenta l'unico elemento che distacca la R30 dalla R16, poiché era caratterizzata da gruppi ottici circolari sdoppiati. In fiancata, la linea era piuttosto semplice, lineare, poco soggetta a fronzoli che ne turbano l'equilibrio e in generale piuttosto filante, grazie anche al particolare andamento della coda, che accosta la linea della R30 a quella più sportiva di una coupé. Unico elemento che caratterizzava la fiancata era una linea longitudinale che andava ad accrescere l'eleganza della linea stessa. La soluzione scelta dai tecnici francesi per la R30 fu quella di replicare in grande (e in modo più moderno) l'impostazione meccanica e del corpo vettura della più piccola Renault 16 ma girando di 180° tutto l'impianto motore-cambio; abbiamo quindi trazione anteriore, motore longitudinale davanti all'asse anteriore, cambio dietro al motore (dietro all'asse anteriore), sospensioni a 4 ruote indipendenti, impianto frenante misto (dischi/tamburi) e carrozzeria a 2 volumi e 5 porte (con ampio portellone posteriore). Il motore della 30 era il nuovo V6 monoalbero in testa per bancata di 2664cc, progettato in comune da Peugeot, Renault e Volvo (per questo era noto come V6 PRV) e che verrà impiegato, nelle sue varie evoluzioni, su moltissimi altri modelli (Peugeot 504 Coupé, Peugeot 604, Renault 25, Alpine A610 Turbo, Volvo 260, Volvo 760, Lancia Thema 6V e altri). La versione montata sulla Renault 30 TS, l'unica versione disponibile al momento del debutto, era alimentata con 1 solo carburatore ed erogava solo 125 cv a 6000 giri. Le prestazioni erano, di conseguenza, modeste in rapporto alla cilindrata (165 km/h), ma l'elasticità del V6 consentiva di viaggiare in souplesse senza ricorrere troppo al cambio (che, peraltro, aveva solo 4 rapporti se manuale e addirittura 3 se automatico). Tra i plus della 30 c'era lo sterzo servoassistito.

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