Google
 
RENAULT
Espace
La Espace è una autovettura di tipo monovolume commercializzata, nella sua prima serie, tra il 1984 ed il 1991. Le prime 3 serie furono fabbricate dalla Matra, poi, nel 2003, con l'avvento della quarta serie, Renault ha deciso di fabbricare l'Espace da se, incaricando la Matra di fabbricare per lei la Renault Avantime. Alla fine degli anni '70, la Casa automobilistica francese Matra, allora sotto il controllo del Gruppo PSA, cominciò a lavorare al progetto di una vettura che avrebbe dovuto sostituire la Matra-Simca Rancho, una multispazio di taglia media realizzata sul pianale della Simca 1100. Tale progetto, denominato inizialmente P16, si articolò successivamente anche nei progetti P17, P18 e P20. Per migliorare le doti di abitabilità e fruibilità dello spazio interno che erano caratteristiche della Ranch, la Casa francese realizzò un primo schizzo di una vettura monovolume di taglia un po' più più grande e sottopose tale abbozzo alla visione dei vertici PSA, che, forse con eccessiva noncuranza e scarsa visione delle tendenze di mercato, bocciarono il progetto. La Matra, delusa da tale atteggiamento, portò il progetto sotto gli occhi della Renault, da sempre storica rivale della Peugeot, che fu invece molto interessata all'idea e assieme alla Matra cominciò a lavorare al progetto, evolutosi nel frattempo come progetto P23. La nuova vettura fu assemblata a Romorantin, nelle stesse linee di montaggio che la Matra aveva destinato fino a quel momento all'assemblaggio della Murena che, su richiesta della Renault, fu tolta di produzione per non creare concorrenza con la Fuego, la coupé di casa Renault. Quanto alla nuova monovolume, fu realizzata seguendo tecnologie costruttive analoghe a quelle della Matra Murena e della Ranch, vale a dire utilizzando un telaio in acciaio galvanizzato ed una carrozzeria in vetroresina. La nuova monovolume fu lanciata nel 1984 con il nome di Espace, una denominazione che lasciava ben intendere le caratteristiche della vettura. Nonostante l'insolita impostazione della vettura stessa e della sua carrozzeria, fino a quel momento prerogative quasi esclusivamente dei veicoli commerciali, la Renault Espace riscosse da subito un gran successo, divenendo la vettura preferita dalle grandi famiglie e da chi era solito andare in vacanza portando con se' una marea di bagagli. Estremamente pratica, spaziosa e confortevole, si rivelò un'ottima alternativa alle station wagon e alle grandi e spaziose berline dell'epoca.
Caratteristici dell'Espace erano i sette posti interni, abbattibili e girevoli per modificare lo spazio interno e creare un ambiente interno pratico e confortevole ai massimi livelli. La linea era abbastanza squadrata, sufficientemente elegante, ma soprattutto votata alla praticità d'utilizzo. La luminosità interna era garantita dalla presenza di due tettucci trasparenti ed apribili. Meccanicamente montava un motore anteriore longitudinale e sospensioni derivate dal resto della normale produzione automobilistica della Casa. La trazione era anteriore. La prima serie della Espace fu prodotta fino al 1991 e le cifre di produzione potrebbero dare l'impressione di un fiasco commerciale, ma bisogna tener presente il fatto che si trattava di un'auto di nicchia, specialmente a metà degli anni ottanta. In realtà la Espace prima serie divenne la monovolume europea per eccellenza, un modello che in seguito molte altre case automobilistiche avrebbero seguito.
Tra le altre caratteristiche distintive si può citare anche la presenza di un impianto audio con impianto fisso e modulare: la meccanica nel tunnel centrale, il display nel cruscotto e i comandi al volante, diventati comuni sulle altre autovetture diversi anni dopo.
In compenso bisogna notare anche un difetto congenito di questa serie, la decolorazione con il tempo della carrozzeria, difetto probabilmente dovuto alla ancora insufficiente esperienza con la vetroresina e non più presentatosi nei modelli successivi.
Nel 1991 la prima serie della Espace lasciò il posto alla seconda: rispetto alla precedente, la nuova Espace è facilmente riconoscibile per le sue forme meno spigolose e più tondeggianti, specialmente nel frontale, dove i gruppi ottici di forma ellissoidale a sviluppo orizzontale incorniciano una calandra liscia, in luogo di quella a listelli orizzontali della prima serie, e curvilinea. In generale, la seconda generazione della Espace era più lunga e più larga, in maniera tale da migliorare le già ottime doti di abitabilità della prima serie. Unico neo è l'altezza, diminuita di 3 cm. Inoltre era più confortevole e meglio rifinita. In parole povere si trattava di un efficace e più moderna evoluzione della precedente generazione. Anche la seconda serie della Espace veniva assemblata principalmente a Romorantin, negli stabilimenti della Matra. Ma alcune versioni furono assemblate a Dieppe, presso gli stabilimenti della Alpine-Renault. Per quanto riguarda il comportamento su strada, la nuova Espace si dimostrò all'epoca migliore della prima che comunque già eccelleva in termini di comfort. Per quanto riguardava le motorizzazioni offerte dalla seconda serie, esse ricalcavano grosso modo quelle della prima serie ma con qualche variazione. Tra le altre differenze meccaniche con la prima serie, è da ricordare l'avantreno preso da quello della Renault 25, in luogo di quello della prima serie, originario della Renault Fuego, a sua volta simile a quello della Renault 18. Il successo della seconda serie fu superiore a quello già confortante della prima serie. Tali dati risultano rilevanti specie se si osserva che la concorrenza si è fatta agguerrita anche in questa nicchia di mercato, ed addirittura il Gruppo PSA, inizialmente così riluttante all'idea di una monovolume, dovette ricredersi e proporre anch'egli un suo modello, anzi quattro, realizzati in joint venture con il Gruppo Fiat e ripartiti nei marchi Peugeot, Citroën, Fiat e Lancia. In ogni caso la Espace seconda serie rimase leader di vendite nel settore delle monovolume.
Rispetto alla prima serie erano stati risolte alcune mancanze per quanto riguarda gli interni, in particolare era stato previsto un copribagagliaio e la presenza di sportelli portaoggetti chiusi, non presenti sul modello originario. Il 1996 vide il lancio della terza generazione dell'Espace, oramai divenuta un'istituzione presso il pubblico dei monovolumisti europei. Esternamente la nuova Espace presentava sensibili rivisitazioni di carrozzeria, fari anteriori leggermente più sottili e rididegnati in modo da conferire uno sguardo più aggressivo alla vettura. La calandra era costituita da una profonda e larga feritoia. L'intero corpo vettura, più lungo e più largo del precedente, poggiava adesso su di un telaio a passo maggiorato, in modo da favorire ulteriormente l'abitabilità ed il comfort interni. A questo proposito, c'è da dire che la terza generazione di Espace, sempre costruita presso gli stabilimenti Matra e facente sempre uso di vetroresina per la carrozzeria, presenta però la nuova soluzione del motore trasversale anziché longitudinale, soluzione ugualmente volta al raggiungimento del massimo spazio interno possibile. Sempre a proposito del comfort, la terza serie dell'Espace introduce il concetto di climatizzazione bi-zona. Gli interni furono anch'essi profondamente rivisti, anche con la ripresentazione dell'impianto audio integrato, non presente nella seconda serie, ora con il display perfettamente integrato nel resto della strumentazione, passata dalla strumentazione di tipo analogico a quella di tipo digitale. Anche gli spazi chiusi all'interno dell'abitacolo per riporre piccoli oggetti furono aumentati con la presenza di vani sotto i sedili anteriori e dietro i passaruota posteriori. La ruota di scorta, sempre per lasciare il maggior spazio possibile nell'abitacolo, era fissata al di sotto del telaio tra le ruote posteriori.
Il successo di questa serie fu grande, ancor più di quello che arrise alla seconda serie. Ciò fu dovuto anche grazie all'introduzione, nel 1998, della versione Grand Espace, ossia un'Espace dotata di passo e sbalzo posteriore più pronunciati, per aumentare la capacità del bagagliaio ed accrescere la già enorme abitabilità interna.
La quarta serie della Espace esordì sul mercato all'inizio del 2003 e propose un deciso facelifting generale, innanzitutto la vettura era ancor più grande e larga delle serie precedenti e sfruttava lo stesso pianale utilizzato dalla medio-alta Renault Laguna, giunta alla seconda serie, e dalla Renault Vel Satis. In generale furono abbandonate anche le linee tondeggianti delle due precedenti serie, in favore di un ritorno all'uso di spigoli, ma in chiave molto più moderna che non nella prima serie dell'Espace. Inoltre vi furono diverse novità anche nei dettagli: il frontale abbandonò la soluzione stilistica dei sottili fari anteriori ovoidali a sviluppo orizzontale, per lasciare il posto a gruppi ottici dal disegno triangolare, con vertice verso l'alto. Anche la calandra fu ridisegnata, e si presentò in maniera quasi simile a quella della terza serie, ma tagliata in due da un prolungamento centrale del paraurti anteriore, il quale, protendendosi verso l'alto, andava ad alloggiare anche lo stemma della Casa. Anche posteriormente abbiamo delle novità: la fanaleria delle terza serie è sostituita da gruppi ottici a sviluppo verticale incastonati nei montanti posteriori. Un'altra importante novità sta nel fatto che la quarta generazione dell'Espace viene costruita interamente dalla Renault e non più presso gli stabilimenti Matra. Inoltre fu abbandonato anche l'uso della vetroresina, impiegato fino a quel momento, in favore di più classici lamierati in acciaio. Anche per la quarta serie della Espace fu disponibile la variante Grand Espace, dotata di dimensioni ragguardevoli ed un abitabilità che confermò la Espace come leader nel settore delle monovolume anche durante la produzione della nuova serie. Gran successo quindi anche per questa quarta generazione di Espace, disponibile anche con cambio automatico Proactive.Nel 2006 la monovolume fu soggetta ad un lieve restyling di dettaglio, che interessò il frontale e gli interni.
Home page
Abarth Gruppo Fiat Acura Honda Aston Martin Audi Volkswagen Bentley Bedford Bertone BMW Bugatti Buick General Motors
Brilliance Cadillac Chevrolet Chrysler Citroën Dacia Daihatsu Dodge Chrysler Dongfeng Motors DR Motor Company GM Daewoo
GMC Holden Hummer Hyundai Infiniti Isuzu Jaguar Jeep Kia Motors Lada-Vaz Lamborghini Land Rover Lexus Lincoln Lotus
M&M Maserati Mazda Mercedes-Benz Mercury Mini Mitsubishi Motors Corporation Morgan Nanjing Automobile Nissan Co. Opel
Peugeot Pontiac Porsche Proton Samsung Rodae Rolls-Royce Saab Scania AB SEAT Shanghai Automotive Industry Skoda Smart
SsangYong Subaru Suzuki Tata Tatra Toyota UAZ Vauxhall Volvo modelli auto
Disclaimer
Google
 

Search Engine Optimization and SEO Tools
Auto-sep.com v1.2 2009