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RENAULT
9
Per fronteggiare il successo inferiore alle aspettative della pur moderna e originale Renault 14, la Casa di Parigi, decise di affiancarla con un modello più tradizionale, capace di attirare la clientela più conservatrice. Il Progetto L42 fu avviato già nel 1977, solo un anno dopo la commercializzazione della stessa R14, visto che i numeri di vendita di quest'ultima stentavano a raggiungere valori incoraggianti. Per la linea ci si avvalse di Robert Opron, all'epoca al servizio del Centro Stile Renault e con una più che valida esperienza presso la Citroën, della quale firmò la linea di alcuni dei suoi modelli più famosi, come la GS e la CX. Per realizzare la nuova Renault, Opron partì dal presupposto che una linea non convenzionale come quella della R14 era a rischio di flop commerciale. Pertanto disegnò una vettura a tre volumi dalla linea semplice, quasi scontata. Tale decisione fu dettata non solo dall'esigenza di creare una vettura che assecondasse i gusti del cliente più tradizionale, ma anche dal fatto che la nuova vettura medio-bassa di Casa Renault doveva divenire una world car ed essere diffusa anche in altri continenti, pertanto una linea semplice e non ricercata avrebbe contenuto di molto i costi di produzione. La nuova vettura fu presentata come Renault 9 al Salone di Francoforte del 1981. Come voluto dal francese Robert Opron, la R9 si presentò come una classica berlina a tre volumi priva di qualsiasi elemento di originalità. Estremamente classici, ma ben rifiniti, gli interni, dove spiccava la riuscita plancia con ampia consolle centrale. Nonostante la sua semplicità nelle forme e la sua meccanica molto convenzionale, la Renault 9 venne insignita del titolo di Auto dell'anno del 1982. Al momento dell'esordio erano disponibili due motorizzazioni: un 4 cilindri in linea con albero a camme laterale di 1108cc da 48 CV (già montato su Renault 5, Renault 6, Renault 8 e Renault 10) e un 4 cilindri monoalbero in testa di 1397 cc da 78 CV (anch'esso già presente su Renault 5, Renault 14 e Renault 18). Entrambi i motori erano in posizione trasversale. La scelta di motorizzazioni già esistenti e già collaudate da diverso tempo diede modo alla Casa francese di non rischiare nella realizzazione di un nuovo propulsore e nello stesso tempo di contenere ulteriormente i costi di realizzazione. Trazione anteriore, cambio manuale a 5 marce, sospensioni a 4 ruote indipendenti e impianto frenante di tipo misto (dischi davanti e tamburi dietro) erano gli altri tratti tecnici principali. Vi furono però anche delle versioni dotate di cambio automatico anche per diversi mercati europei, ed equipaggiate con motore da 1.4 litri. A partire dal 1987 vi fu inoltre un lieve aggiornamento nella R9 Turbo, il cui motore passò da 105 a 115 CV, divenendo quindi identico in tutto e per tutto al 1.4 montato nello stesso periodo dalla più famosa Supercinque GT Turbo.
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